Presentazione Volume transazione demografica

Sette montagne, otto colline e una pianura – Presentato il volume sulla transizione demografica in Emilia Romagna

Grande partecipazione all’evento di presentazione del volume sulla transizione demografica “Sette montagne, otto colline e una pianura – Riabitare i territori fragili emiliani e romagnoli è possibile? “, che si è tenuto venerdì 7 febbraio presso la Terza Torre della Regione Emilia Romagna, a Bologna.

Il volume è frutto del Progetto Appennino promosso dalla Fnp-Cisl dell’Emilia-Romagna, realizzato in collaborazione con la Cisl regionale e con il coordinamento della Fondazione Generazioni.

Lo studio, che ha coinvolto 118 comuni, indaga la transizione demografica nelle aree più fragili della regione, con il fine di individuare soluzioni e opportunità  in risposta ai rischi comportati dal fenomeno sul tessuto socio-economico, per il rilancio di questi territori.

Ringraziamo per i loro interventi durante l’evento:
Maurizio Fabbri, Presidente Assemblea Legislativa Emilia-Romagna, Gina Risi, Segretaria Generale FNP CISL Emilia Romagna, Sergio Palmieri, Presidente Fondazione Generazioni, Gianluigi Bovini e Franco Chiarini, demografi e statistici e autori dello studio, Prof. Stefano Zamagni, Filippo Pieri Segretario Generale Cisl Emilia Romagna, Emilio Didonè, Segretario Generale FNP Cisl;

Progetto Appennino Evento Fondazione Generazioni

 

Fragilità demografiche e socio-economiche in Emilia Romagna

Come sottolineato da Sergio Palmieri, Presidente Fondazione Generazioni durante il suo intervento, lo studio ha permesso di comprendere le origini delle fragilità sociali e demografiche della regione. In particolare, le aree montane, quelle collinari e, analogamente, anche alcune zone della pianura più esterna, scontano gli effetti della considerazione di marginalità subìta dagli anni ’50 ad oggi, nei processi di infrastrutturazione e crescita economica che hanno interessato la nostra regione, principalmente lungo l’asse della Via Emilia e nelle aree adiacenti.

Un modello di sviluppo che ha  favorito l’abbandono delle aree montane e di pianura meno toccate dagli investimenti e dalla crescita, con la conseguenza di fenomeni di spopolamento e di un progressivo indebolimento delle relative reti dei servizi essenziali.

L’obiettivo dello studio è offrire un contributo,il cui orizzonte sia quello di andare oltre la frammentazione territoriale e disporre al contrario di una visione strategica d’insieme più compiuta e coerente per costituire  – conclude Palmieri – una base comune di lettura che favorisca il rafforzamento della necessaria coesione istituzionale e di tutti gli altri attori coinvolti nell’impegno per risanare e rilanciare questi territori.”

In apertura dell’evento, nella sua relazione introduttiva, la segretaria regionale della Fnp-Cisl, Gina Risi, aveva sottolineato come “molte fragilità del territorio analizzato siano dovute anche agli avversi fattori climatici di questi ultimi anni che solo nel 2024, tra frane e allagamenti, hanno provocato oltre cinquanta fenomeni disastrosi nei diversi territori”. Ha poi proseguito evidenziando che, “relativamente alla situazione di queste aree, lo studio ha messo in luce anche  le pesanti ricadute che si sono prodotte  sulla sanità e sul welfare delle comunità locali”

Sergio Palmieri - Presidente Fondazione Generazioni

Come favorire la sostenibilità dei piccoli comuni? – Intervento del Prof. Zamagni

La prefazione del volume è stata curata dal Prof. Stefano Zamagni che, durante il suo intervento, ha sottolineato la necessità di un nuovo approccio per favorire la sostenibilità dei comuni italiani, in particolare quelli con meno di 5000 abitanti.

Come evidenzia il Professor Zamagni, infatti, la crescita è puramente quantitativa (aumento del PIL), mentre lo sviluppo integra anche dimensioni socio-relazionali e spirituali. Per muoversi in questa direzione quindi occorre superare il modello bipolare Stato-Mercato e abbracciare un approccio che includa la comunità come terzo pilastro.

“Bisogna introdurre nella pratica il principio della co-programmazione e della co-progettazione. “Co” vuol dire assieme. – dichiara Zamagni -Dunque nella programmazione che serve a definire gli obiettivi da raggiungere, le priorità da osservare e il riprendimento delle risorse necessarie, si devono mettere attorno al tavolo i rappresentanti dei tre vertici Stato, Mercato e Comunità. Quindi dobbiamo abituarci a passare dal government alla governance, ovvero coinvolgimento di tutte le parti dal basso.”

 

Perché occorre parlare di transizione demografica

Durante l’evento sono intervenuti Gianluigi Bovini e Franco Chiarini, i demografi e statistici autori dello studio, che hanno presentato i dati statistici, le tendenze e le prospettive demografiche, nonché le principali sfide e opportunità emerse dalla ricerca.

In particolare, Bovini precisa che occorre parlare di transizione demografica, invece di inverno demografico, in quanto quest’ultima espressione denota esclusivamente l’aspetto negativo del fenomeno.

“Occorre essere consapevoli che nella transizione demografica italiana, come in tutta Europa –  conclude Bovini – ci sono tre aspetti da non sottovalutare. Uno, profondamente negativo, è costituito dal calo della natalità. Due, invece, sono largamente positivi. L’aspetto positivo più bello di questi territori che si esprime nella sua massima potenza, è la longevità della popolazione; viviamo tutti più a lungo. Il secondo, che caratterizza in particolare la nostra regione, è l’attrattività per i flussi migratori che, nonostante le fragilità esistenti, consente all’Emilia-Romagna di mantenere il saldo positivo della popolazione residente.”

Guarda il video dell’evento andato in onda su TRC Bologna. Clicca qui

Sette montagne, otto colline e una pianura Dove acquistare il volume sulla transizione demografica in Emilia Romagna

Il volume è acquistabile presso le librerie al costo di € 20,00. In alternativa, è ordinabile online su Amazon, oppure attraverso il seguente link della Casa Editrice, https://www.pendragon.it

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